Disabilità

La Sindrome di Down: sviluppo linguistico e consigli per gli insegnanti


Si è osservato che, per le persone con S.D., l'espressione linguistica risulta maggiormente compromessa rispetto alle capacità ricettive (comprensione). In particolare, risulta compromesso il livello fono-morfologico, e le difficoltà permangono fino a 5-6 anni, e spesso (attenuate) anche nell'età adulta. Generalmente, fino a tre anni il bambino con S.D. usa prevalentemente la parola-frase, e non esiste ancora il costrutto frasale. Ovviamente, il livello di sviluppo (e quindi della compromissione) del linguaggio è influenzata da fattori quali il deficit cognitivo ed eventuali problemi di udito causati, per esempio, dalle frequenti otiti di cui soffrono le persone con S.D. Anche l'ipotonia gioca sicuramente un ruolo nelle difficoltà di produzione linguistica. Si è inoltre osservato che la comunicazione gestuale, ed in generale non-verbale, è meno compromessa di quella verbale.

Il ridotto lessico e le ridotte capacità comunicative (compromissione nell'articolazione di frasi e nelle capacità discorsive) causano difficoltà nel prendere parte alle attività del gruppo dei pari.

Come può intervenire l'insegnante o il genitore per contrastare il disturbo del linguaggio:

  • parlando in maniera lenta e pacata, nominando, descrivendo ed indicando gli oggetti;
  • mostrando immagini e foto degli oggetti reali e delle routines giornaliere;
  • proponendo attività basate sul gioco e sull'apprendimento attivo / per scoperta;
  • proponendo i libri parlanti e le tombole sonore;
  • ancorando ogni attività d'apprendimento al concreto;
  • proponendo (ai bambini più grandi) schemi e mappe concettuali;
  • proponendo attività di apprendimento in un setting cooperativo, che valorizza la comunicazione, la socializzazione e l'apprendimento condiviso.

Ai bambini con S.D. piace molto la ripetizione, ma essa non deve assolutamente essere utilizzata in modo negativo, ossia per attività menemoniche di tipo meccanicistico.