Disabilità

La Sindrome di Down: sviluppo motorio, attenzione e memoria, e consigli per gli insegnanti


I bambini con Sindrome di Down non hanno un funzionamento cognitivo differente dai bambini neurotipici. Il loro sviluppo cognitivo percorre le stesse tappe, ma con tempi più distesi rispetto ai loro coetanei. Risulta quindi utile per gli insegnanti pianificare le attività considerando l'età mentale del bambino.

Per quanto riguarda lo sviluppo motorio, la caratteristica più importante dei bambini con S.D. è l'ipotonia, che porta ad un rallentamento di tutte le tappe fondamentali dello sviluppo psicomotorio. Le due tappe fondamentali, che danno anche la possibilità di stimare il grado di ritardo, sono il camminare e il parlare. Entrambe le tappe vengono raggiunte più tardi dai bambini con S.D. Il bambino con S.D. sta seduto in maniera autonoma con circa 3 mesi di ritardo (9 mesi anziché 6), cammina carponi a 15-20 mesi, e cammina a partire da 22-30 mesi. Impara anche a salire e scendere le scale con un netto ritardo rispetto ai coetanei. In generale, le abilità grosso-motorie (schemi motori di base come camminare, correre, saltare, impilare cubi) sono acquisiti entro i 5 anni. La motricità fine, al contrario, presenta maggiori difficoltà.

I bambini con S.D. presentano rilevanti difficoltà nell'equilibrio e nella velocità esecutiva. Sembra che vi sia una difficoltà nell'ideazione prassica, che incide negativamente sull'esecuzione motoria. I bambini con S.D. posseggono degli schemi prassici ma mostrano difficoltà nella loro utilizzazione autonoma e spontanea e nella loro generalizzazione. Ciò è anche dovuto alle difficoltà linguistiche che non permettono di utilizzare adeguatamente il linguaggio come guida alla programmazione dell'atto motorio.

La prassia, ovvero l'atto motorio finalizzato, è il risultato dell'integrazione di fattori cognitivi, affettivi, propriocettivi ecc. La prassia non è altro che un'azione motoria che permette di "controllare" ed agire sul mondo esterno. Le prassie risultano compromesse per via della difficoltà, da parte dei bambini con S.D., appunto, di integrare le informazioni provenienti dai vari sistemi.

Per quanto riguarda l'attenzione, i bambini con S.D. spesso hanno difficoltà a concentrarsi sull'oggetto perché non riescono a distaccare la loro attenzione dall'interlocutore.

La memoria è caratterizzata da prestazioni spesso inferiori all'età mentale, soprattutto per quanto riguarda il trasferimento degli item nel magazzino di memoria a lungo termine o quando si tratta di gestire materiale linguistico complesso.

In generale, sia scuola che famiglia dovrebbero creare occasioni di successo, e quindi prevenire e gestire i fallimenti. I compiti ripetitivi, e quindi frustranti, dovrebbero essere il più possibile evitati. Gli insegnanti non possono focalizzarsi solo sui contenuti specifici delle varie discipline, ma dovrebbero puntare molto su competenze trasversali e sul consolidamento di competenze cognitive già acquisite.