Guida fisica e modellamento tattile

Volendo considerare nello specifico delle metodologie / tecniche specifiche per la cecità, si può parlare di quelle utilizzate in ambito motorio. Lo sviluppo motorio – strettamente collegato con quello cognitivo – è una delle aree più intaccate nella disabilità visiva e quindi necessita di interventi mirati sia nel contesto scolastico che al di fuori di esso. Nello specifico, si parla di modellamento tattile e di guida fisica. Il modellamento tattile consiste nell’esplorazione fisica, da parte del bambino cieco, dei movimenti e delle posture di un’altra persona, mentre sta eseguendo un’azione (Lieberman & Cowart, 1996). «È consigliabile utilizzare come modello i coetanei, in modo che il bambino possa rendersi meglio conto delle proporzioni del movimento» (Bonfigliuoli & Pinelli, 2010, p. 67). Per esempio, se un bambino cieco vuole farsi un’idea mentale di cosa significhi l’azione di lavarsi i denti, può toccare un bambino mentre compie questa azione. Il bambino può anche scegliere di focalizzarsi su un particolare movimento, e può quindi avere un ruolo più attivo nell’apprendimento (Bonfigliuoli & Pinelli, 2010, p. 67). Siccome nella classe / sezione del bambino cieco ci possono essere dei bambini che preferiscono non essere toccati, è molto importante spiegare agli altri bambini perché il bambino cieco ha bisogno di toccare gli altri (Bonfigliuoli & Pinelli, 2010, p.67). Il modellamento tattile va sempre accompagnato e supportato da indicazioni verbali adatti all’età del bambino. La guida fisica, invece, consiste nell’assistere fisicamente il bambino mentre compie uno specifico movimento (O’Connell, Lieberman & Peterson, 2006). Si mostrano in modo chiaro i movimenti da compiere, prendendo in mano la parte del corpo in questione, ed accompagnandola per posizionarla nel punto giusto (Auxter, Pyfer & Huettig, 2005; Lieberman, 2005). Al posto della guida fisica, si possono anche «utilizzare solamente gli stimoli tattili, come ad esempio battere su un ginocchio per ricordar[e al bambino] di utilizzare una gamba specifica durante uno spostamento» (Bonfigliuoli & Pinelli, 2010, p. 66). Siccome sia il modellamento tattile che la guida fisica dovrebbero essere proposti individualmente, è importante che non sia solo l’insegnante di sostegno ad utilizzarli, bensì anche le altre figure, tra cui gli stessi compagni, in base all’età e alle loro capacità, soprattutto quando l’insegnante di sostegno non ha la possibilità di dedicarsi all’alunno disabile individualmente (Bonfigliuoli & Pinelli, 2010, pp. 65-66). È consigliabile utilizzare la guida fisica quando le indicazioni verbali del modellamento tattile non bastano (Bonfigliuoli & Pinelli, 2010, p. 66). In ogni caso, bisogna considerare le abilità prerequisite del bambino (O’Connell, Lieberman & Peterson, 2006). Anche se vi sono molti bambini ciechi che non accettano la guida fisica quando effettuata da persone diverse dal caregiver, ed hanno addirittura reazioni di sussulto o di allontanamento (Williamson & Anzalone, 2001), in linea generale si può affermare che, quando possibile, è importante utilizzare sia il modellamento tattile che la guida fisica. Sarà il bambino, in seguito, a scegliere la strategia che preferisce.